Esperimento social

L’ultimo post che ho pubblicato ha suscitato nel pubblico che lo ha letto una serie di polemiche e non solo. In realtà il motivo è stato anche conseguenza di una mia scelta in funzione di un esperimento social che ho voluto fare.

Gli articoli del mio blog nel tempo hanno raggiunto decine di migliaia di persone, attraverso anche la mia pagina facebook dove metto i link dei vari post. Alcuni hanno avuto un discreto successo grazie alle condivisioni fatte da persone varie, che ringrazio. In questo caso ho deciso di fare un post sponsorizzato sulla mia pagina facebook.

La cosa interessante nella sponsorizzazione di un qualsiasi post è che si può decidere il target delle persone con una certa precisione. Basta mettere dei riferimenti del tipo di pubblico che si desidera possa leggere il nostro articolo che appare come post suggerito. Si possono mettere i temi di riferimento, a seconda dell’intenzione che abbiamo. Di conseguenza l’algoritmo deciderà, a seconda dei like lasciati nel tempo dai vari utenti di facebook, a chi apparirà il post.

In cosa consisteva l’esperimento? Abbastanza semplicemente ho aggiunto nel tipo di pubblico alcune voci che elencherò più avanti.

Oltre ai vari insulti, accuse ridicole e quant’altro, per la prima volta ho ricevuto una minaccia di morte. Da un profilo fake, da un troll, che ho bloccato senza colpo ferire, quindi senza reale peso. Ma tant’è. Ovviamente in questo caso la minaccia non è attendibile per una serie di motivi, ma la cosa della quale voglio scrivervi in questo post è un invito ad alcune riflessioni sulle dinamiche dei social media.

Nei social ci sono persone che scrivono cose veramente pesanti, a volte commentando solamente dal titolo. In altre fraintendendo completamente il senso di quello che l’autore scrive. Oppure insultandolo perché ha un altro punto di vista.

In questo caso, con l’articolo sul ddl Zan, ho raggiunto oltre tremila persone con varie centinaia d’interazioni sia per quanto riguarda la lettura del post e sia per commenti sul post della mia pagina facebook.

Quali sono i temi che ho messo per scegliere il mio pubblico in questo caso?

Oltre alla comunità LGBT, che ovviamente è a favore del ddl Zan, ho messo tre voci che qui elenco:

-Autoconsapevolezza

-Diritti umani

-Diritti delle donne

In teoria chi s’interessa dei diritti umani dovrebbe esserlo per ogni singolo essere umano, a prescindere da altri fattori. Chi s’interessa dei diritti delle donne dovrebbe essere una persona che ha una certa sensibilità. Coloro poi che cercano l’autoconsapevolezza dovrebbero essere su di un percorso di crescita personale che allarga i loro orizzonti mentali.

In realtà degli attacchi così veementi contro un autore semisconosciuto al grande pubblico, solo perché ha scritto che l’amore cristiano dovrebbe trascendere anche le differenze di genere, dimostrano che le discriminazioni esistono, eccome. Purtroppo anche da parte di un pubblico che si dichiara in teoria a favore del miglioramento del genere umano.

Sono stato accusato, scrivendo che il ddl Zan non va contro la libertà di pensiero, di difendere la pedofilia, di essere contro i diritti delle donne, di fare parte delle pecore che vogliono portare la teoria gender a dominare. Oltre al fatto di essere considerato omosessuale da qualcuno, che probabilmente non è in grado di comprendere che un eterosessuale può difenderne i diritti.

Nel tempo mi sono reso conto che una parte del pubblico che si occupa delle tematiche della crescita personale pretende di avere ragione a prescindere, insultando chiunque non la pensi come loro. Che si tratti del ddl Zan, della pandemia, di temi alchemici o quant’altro.

Questo cosa è abbastanza triste dal mio punto di vista.

Se avessi voluto avere solo feedback positivi avrei praticamente dovuto rivolgermi solo ed esclusivamente alla comunità LGBT.

Trovare post su gruppi che si occupano di meditazione pieni d’insulti a Papa Francesco, per esempio, oppure pieni di rabbia e livore contro politici, persone di altre religioni oppure omosessuali, dimostra secondo me che la meditazione in questo caso non è stata utile a queste persone. Ripeto: Non scrivo di pagine di movimenti politici, ma di gruppi dedicati alla meditazione, alla crescita personale e spirituale…

Ho notato che ci sono autori anche nel mondo motivazionale che cavalcano una determinata onda che scrivono di risveglio della coscienza, ma accusano il mondo esterno in maniera anche pesante, soprattutto tutti coloro che non rispecchiano il loro punto di vista.

Con questo blog mi ero ripromesso di scrivere di speranza, cosa che ho fatto in più riprese, e di dare momenti di riflessione e di condivisione alle persone che mi seguono. Continuerò a farlo, indubbiamente.

A maggior ragione però capisco tutti i ragazzi, con i quali a volte mi confronto, che non usano facebook e preferiscono Instagram e Tik Tok.

Facebook dai giovani viene visto come un social per vecchi. Vecchi che si sbranano per avere ragione, mentre i ragazzi in gran parte sono molto più avanti di noi come mentalità. La maggior parte di loro non comprende la discriminazione e vive in una realtà che di fatto è già multirazziale e accettano la diversità come un fatto naturale.

Qualcuno obbietterà perché certi giovani non sono come li ho descritti. Certo. Ma pensiamo alla generazione della quale facciamo parte. Come c’infastidiva da giovani essere messi in un calderone con personaggi con i quali avevamo poco da spartire.

Ho speranza nei giovani di oggi. Nessuno di coloro che mi ha scritto cose pesanti era giovane. Erano tutti sopra i 50.

Una delle cose che posso affermare a seguito di questo esperimento social è quello che i giovani in genere sono più aperti mentalmente di quelli della mia generazione, e probabilmente anche della vostra.

5 commenti su “Esperimento social”

  1. Caro Marco, che in generale i giovani siano più aperti dei 50enni mi pare una affermazione ideologica molto lontana dalla realtà da me percepita. I giovani non hanno avuto per. Es. le mie opportunità di confronto tra ideologie, culture, insegnamenti, modelli economici o di pensiero perché cresciuti in una dittatura asfissiante e ben congegnata, un nuovo fascismo soft. E chi non può confrontare non può scegliere. I giovani che frequento sono stati indottrinati nel politicamente corretto, nel pensiero economico unico liberista e globalista, hanno avuto prevalentemente insegnanti si sinistra (non comunisti) che di questa dittatura sono gli apologeti e i guardiani e sono stati minacciati come me e le persone di spessore che frequento nel caso avessero dei dubbi espressi anche in maniera pacata o razionale prendendosi del fascista, razzista, sovranista, intollerante, xenofobo, primitivo, ignorante …. scrivendo dal telefonino poche righe da laico, da ateo e socialista mi piacerebbe sentire una argomentazione sensata e magari una analisi storica, lo dico perché ti stimo, sul presunto valore positivo di una società multiculturale, multireligiosa o autorizzata in mille minoranze che per me è semplicemente il ritorno al medio evo checché vaneggi la sinistra fucsia. Non mi soffermo sui diritti dei gay per quali provo simpatia e solidarietà e non ho nemmeno mai letto il DDL Zan. Resto comunque basito quando parli di realtà multirazziale. Perche se le razze umame non esistono come dimostra la scienza non può esistere nemmeno la realtà multirazziale , viceversa ammettiamo che esistono le razze e le differenze per la pigmentazione diventano rilevanti. Nell-esternare tutto il mio disgusto per la cultura di sinistra che per quanto mi riguarda ha superato la peggiore destra quanto a intolleranza e difesa delle élites economiche e dei loro luridi interessi mi chiedo: ma prima o contemporaneamente a LGBT, donne, mussulmani, gender, minoranze varie non sarebbe il caso di occuparsi delle differenze economiche e sociali che sono la prima e più grande discriminazione fonte e base di tutte le altre come insegnavano i vecchi comunisti?

    1. Caro Dario, non capisco cosa ci sia d’ideologico nell’affermare che i giovani siano più aperti. La realtà da te percepita probabilmente è lontana dalla mia. Non sono d’accordo poi con la tua idea di dittatura del politicamente corretto, perché per quanto mi riguarda si tratta solamente di rispetto delle differenze. Che poi ci siano dei fanatismi da parte di alcune persone lo ritengo fuori da ogni ragionevole dubbio.
      La questione “razze umane” o “specie umana” è dibattuta e non ho intenzione di discuterne. Vero, la scienza rigetta la nozione di razza, ma allora come parlare di tematiche che implicano un linguaggio di uso comune? Non potremmo più parlare di “razzismo” o di “problema razziale”, mentre nel linguaggio comune queste definizioni sono quelle che vengono comprese.
      Quando scrivi di cultura di sinistra mi chiedo di cosa tu scriva. Chi tra quelli che vengono da varie persone, te compreso, definiti di sinistra sono realmente di sinistra?
      Mi vengono in mente persone che anni addietro, quando in un paese delle Marche vinse un candidato, dissero che avevano vinto i comunisti. Il PD può essere definito in caso un partito di centro con correnti che guardano a sinistra, come la vecchia DC. Dire che questa è sinistra non rispecchia una realtà ideologica.
      Esistono varie forme di discriminazione. Avendo letto altri miei articoli forse ricorderai qualcosa al riguardo. Ho scritto del microcredito nei paesi del terzo mondo, tra le altre cose, in passato.
      Ogni mio articolo ha una sua motivazione che non c’entra con altre cose, delle quali potrei anche scrivere. Ma quando scrivo del ddl Zan e delle polemiche che ci sono intorno, perché dovrei scrivere dei salari minimi e delle differenze sociali? Ogni cosa va contestualizzata.
      Qui non faccio analisi storiche, ma riflessioni personali. Se poi chi legge non è d’accordo con quello che scrivo per me è assolutamente ok. Solo dal confronto reale si può crescere insieme come persone, e questo m’interessa decisamente di più di qualsiasi forma di polemica.
      Un caro saluto.

  2. Fb è costruito per sollecitare sdegno o rabbia o compassione ed è pieno di fake news.
    Persone che prima, fuori dal bar o dalle pareti di casa, erano irrilevanti, qui hanno l’illusione di contare. Di esistere. Il fatto che persone che seguono percorsi di autoconsapevolezza si rivelino spesso animati da pregiudizi significa forse che questi processi non sono sufficienti a colmare il vuoto culturale. Significa forse che alcuni di questi processi incentivano l’ego anziché l’anima. La bassezza della nostra politica sta nel fare di questo vuoto uno strumento per il consenso. In realtà gli italiani non hanno esperienza di vera multiculturalità né hanno fiducia nelle istituzioni. Non sanno cosa possono ricavare per sé stessi, anche in termini di sicurezza, dal considerare l’altro, il diverso da sé, degno di essere rispettato a prescindere dall’etnia e dal genere. Questo secondo me ha a che fare anche con la trasparenza delle istituzioni e con la percezione che esistono regole certe da rispettare per tutti. Ricordo Il mio periodo di lavoro trascorso a Berlino. Era la fine degli anni ‘90. Una grande città piena di gente proveniente da tutte le etnie e religioni. Non è che non esiste il razzismo o la povertà. Però la percezione comune è che razzismo, omofobia e discriminazione sessuale non sono tollerati, e che la povertà è una condizione triste ma non toglie alle persone il diritto di esistere e meritare rispetto.

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