L’uomo del ghiaccio

Ci sono personaggi, come quelli ai quali ho dedicato alcuni dei post precedenti, che possono ispirarci per dare un nostro contributo a rendere il nostro mondo migliore. Altri come Wim Hof che ci portano a espandere la consapevolezza su quali siano i limiti che noi esseri umani abbiamo.
Qualcuno di voi forse già lo conosce, ma indubbiamente l’olandese protagonista di queste righe ci fa rimettere in discussione il rapporto che abbiamo con il freddo e non a caso viene chiamato “the Iceman”, l’uomo del ghiaccio.

Wim Hof detiene, o ha detenuto, una serie di record in relazione al freddo che ci lasciano a bocca aperta, increduli, anche se ampiamente documentati, essendo stato seguito da uno staff di medici che controllavano i suoi parametri vitali durante le sue performance.

Aveva il record del Guinness dei primati per quanto riguarda il nuoto sotto il ghiaccio (57,5m) , il contatto dell’intero corpo con il ghiaccio (1h53m22s) , oltre a detenere il record per una mezza maratona corsa in pantaloncini, copriorecchie e sandali su ghiaccio e neve (2h16m34s) e ad avere scalato il monte Everest arrivando a 7200m di altitudine in soli pantaloncini e scarpe. (Per un infortunio al piede dovette però rinunciare alla cima.)

Queste sono solo alcune delle cose che potete trovare su di lui sul web.

Wim Hof afferma che il freddo è nostro alleato, che il nostro rapporto con esso rafforza le difese immunitarie e che dovremmo cambiare il nostro modo di relazionarci all’idea stessa delle conseguenze dell’esposizione alle basse temperature che abbiamo.

A molti di noi a volte risuona ancora la voce di nostra madre che ci raccomandava di non prendere freddo, che altrimenti ci saremmo ammalati, e puntualmente il raffreddore arrivava, perché ci eravamo immersi nella neve per giocare. Ebbene, anche questa, secondo lui, potrebbe essere una forma di programmazione mentale.

Wim Hof ribadisce che con la mente possiamo portare attenzione e calore al nostro corpo anche in condizioni estreme, come confermato da staff di medici che potete vedere in video a lui dedicati qui, qui e qui (in inglese).

Egli attribuisce queste capacità a un metodo da lui creato, anche se dice che gli è stato dato dalla natura stessa, che espone nel suo sito, e che combina una frequente esposizione al freddo, tecniche di respirazione e meditazione, oltre alle tecniche di controllo mentale.

Chiaramente vi consiglio di non provare senza avere approfondito la cosa, ma ritengo che possa essere interessante ricevere informazioni al riguardo.

In italiano purtroppo non troverete molte informazioni su di lui, ma potete trovare un libro intitolato “La forza nel freddo”, scritto insieme a Koen De Jong, dove viene raccontata la sua storia e c’è una sintetica descrizione del metodo. In inglese invece è disponibile molto più materiale.

Oltre a pubblicare articoli di persone che hanno con il loro esempio cambiato il mondo in questo blog troverete d’ora in poi anche post su persone che ridefiniscono l’idea stessa che abbiamo dei nostri limiti come esseri umani.

Vi aspetto.

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