Quale Bibbia?

In seguito alle reazioni ricevute sul mio ultimo post riguardante la correlazione tra spiritualità e religione ho deciso, dopo un periodo di pausa più lungo del solito, di scriverne uno dove metto a confronto i testi di varie Bibbie in mio possesso.

Nel tempo ho già scritto alcuni articoli che si occupavano della difficoltà della traduzione. Io stesso nel tradurre il mio libro “Sposta le tue montagne” in inglese non sono riuscito a tradurre alcune espressioni italiane esattamente come le intendevo. Questo perché non è possibile trasporle pienamente, così come molti modi di dire, proprio a causa delle caratteristiche anche culturali della lingua stessa.

Dato che alcune persone nei commenti sulla mia pagina facebook hanno sottolineato che la Bibbia è solo una, nel mio prossimo articolo vi metterò almeno cinque o sei traduzioni dello stesso passaggio in modo che possiate fare voi stessi il confronto.

Tra le altre userò anche una Bibbia definita “interconfessionale”. Questa versione è stata tradotta da un gruppo di persone esponenti di diverse estrazioni cristiane per fare una traduzione che potesse essere in accordo con le varie confessioni rappresentate.

Ovviamente è da sottolineare il fatto che il canone stesso del testo, cioè i testi in esso contenuti, non coincidono nelle diverse diramazioni del cristianesimo e non solo. Per esempio anche se normalmente si dice che l’antico testamento è la Bibbia degli ebrei, in realtà nell’ebraismo non vengono riconosciuti come canonici vari libri inclusi nel testo biblico cattolico dell’antico testamento come Sapienza, Siracide, Baruc, Tobia, Giuditta, 1-2 Maccabei.
Il canone ebraico è seguito anche dai cristiani protestanti che considerano i testi citati apocrifi, quindi non facenti parte del canone biblico.

Esistono una serie di differenze tra le varie confessioni cristiane delle quali non mi occuperò in questa sede. Nel web ci sono un mare d’informazioni al riguardo. 😉

Qui volevo solamente fare alcune riflessioni al riguardo, dato che ci sono varie persone che utilizzano il testo biblico per affermare le proprie ragioni contro chi non la pensa come loro.

Ora, io ho letto tutta la Bibbia. La cosa in sé non è un vanto, ma una constatazione. Tra leggere e studiare ovviamente c’è una differenza. Nonostante io negli anni abbia dedicato molto tempo allo studio del testo biblico e mi sia confrontato anche con persone che conoscono bene il testo originale, ebraico o greco che fosse, non posso affermare di avere la “Verità” sul testo, come invece noto che varie persone fanno.

Esistono spesso anche notevoli differenze sull’utilizzo delle singole parole all’interno delle diverse concezioni cristiane. Un esempio classico è la parola “stauros” che comunemente viene tradotta come “croce”, mentre la comunità dei Testimoni di Geova la traduce come “palo”. Per loro infatti Gesù non è stato crocifisso, ma inchiodato a un palo, facendo così diventare lo stesso segno della croce, così importante per molti, un segno eretico.

Il titolo del mio post “Quale Bibbia?” non vuole essere provocatorio, ma semplicemente una domanda rispetto a quale testo biblico venga utilizzato.

Per esempio mentre normalmente per le traduzioni del pentateuco, la famosa Torah degli ebrei, viene utilizzato dai cristiani il testo definito “masoretico”, esiste anche un “pentateuco samaritano”, cioè degli ebrei samaritani, che pur avendo il testo in ebraico differisce in molti punti dal testo masoretico.

La questione insomma è molto dibattuta e non sono io qui a dirvi quale versione dovete seguire, leggere o utilizzare come guida nella vostra vita.

Posso però dire che se da un lato il testo biblico può portarci a grandi lezioni a livello umano (leggerla tutta secondo me è un’esperienza molto forte), a volte da qualcuno viene utilizzata come una clava per giustificare le proprie opinioni.

La Bibbia ha una storia lunga e complessa. Così come lunga e complessa è la stessa storia del cristianesimo, della sua formazione e della sua affermazione nel mondo, dalla storia di Gesù al riconoscimento del cristianesimo come culto da parte dell’impero romano sotto Costantino, che però si fece battezzare solo in punto di morte, fino ai giorni nostri.

La storia, intesa come materia dello studio del passato per comprendere le origini del presente, è molto affascinante e ci può portare ad avere una visione più ampia del mondo nel quale viviamo, e a volte anche della fede che diciamo di professare. Comprendere come un testo conosciutissimo e considerato da milioni di persone come “parola di Dio” sia stato tradotto e interpretato in modi molto diversi può portarci a capire meglio il testo stesso e la sua influenza nella storia.

Pensavo per il prossimo post di utilizzare, come già scritto, almeno cinque o sei Bibbie diverse come riferimento confrontando per il momento almeno un singolo passaggio per vedere le differenze del testo italiano della traduzione.

Quale Bibbie utilizzerò? Lo scoprirete quando sarà pronto il mio prossimo post. 😉

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