New York esiste?

Se chiunque può credere in qualsiasi cosa, perché dovremmo credere nell’esistenza di New York?

Il titolo, ovviamente è una provocazione, ma tenendo conto di quello che molte persone ormai credono, perché non dovremmo a questo punto anche metterci a discutere se New York esiste?

Prima di tornare a raccontare storie di grandi personaggi che possano essere d’ispirazione, desidero una volta di più sottolineare un aspetto che ho affrontato in altri post in passato e nel mio libro: la natura della percezione.

Dunque, cosa c’entra New York?

In base a quello che avete come esperienza personale potete essere certi che New York esista? Ci siete mai stati? Avete conosciuto persone che ci sono state? E se sì, cosa vi dice che le persone che vi dicono che ci sono state non stessero mentendo? Oppure che siete in Matrix e che tutto quanto è un a finzione e una manipolazione per farvi credere che New York esista?

Avete dato per buone le informazioni che vi sono state date su New York, perché ha una storia, ci sono informazioni riguardanti un sacco di cose sulla città. Chi vi dice che in realtà non fossero tutte menzogne?

Questa, ovviamente, lo sottolineo, è una provocazione.

Noi esseri umani, a ogni modo, abbiamo bisogno di quello che viene definita “realtà di consenso”, cioè dobbiamo essere d’accordo su delle cose per poterci rapportare gli uni agli altri parlando delle stesse, magari da punti di vista diversi, ma che siano assodate, condivise.

Nel link che vi ho messo sulla realtà di consenso c’è questa frase:

La realtà del consenso è ciò che è generalmente accettato come realtà, sulla base di una visione del consenso .

Se quando parliamo con una persona sulla forma della Terra questa afferma che è piatta, come facciamo a convincerla che non lo è, che non è una cospirazione? Non è possibile fino a quando la persona non accoglie le informazioni ricevute come attendibili.

Nei vari cortei che ci sono stati ultimamente c’era chi aveva dei cartelli con la scritta “Basta scienza”, come se la scienza fosse un ostacolo alla comprensione reale del mondo.

In Wikipedia trovate queste righe sul metodo scientifico:

“Il metodo scientifico (o metodo sperimentale) è la modalità tipica con cui la scienza procede per raggiungere una conoscenza della realtà oggettiva, affidabile, verificabile e condivisibile: esso consiste, da una parte, nella raccolta di dati empirici sotto la guida delle ipotesi e teorie da vagliare; dall’altra, nell’analisi rigorosa, logico-razionale e, dove possibile, matematica di questi dati, associando cioè, come enunciato per la prima volta da Galilei, le «sensate esperienze» alle «dimostrazioni necessarie», ossia la sperimentazione alla matematica.”

Non vi faccio l’analisi storica sul legame delle varie correnti scientifiche e filosofiche al riguardo, ma credo sia opportuno avere idea di cosa vuol dire avere e valutare delle informazioni.

Io cerco d’affidarmi al metodo scientifico, non alle opinioni. Ognuno di noi ha opinioni. Questo non le rende corrette.

Conoscete il fact-checking? Semplicemente si tratta di verificare le informazioni ricevute.

Tempo addietro un’amica mi chiese di farle una valutazione su di un video che aveva postato su facebook. Il video, che vi metto qui, con relativo mie considerazioni dell’epoca, che metto in fondo al post, era sulle affermazioni del Dr.Shiva, uno scienziato indiano con cittadinanza americana, che faceva delle considerazioni sul Coronavirus.

Mi misi a fare il fact-checking del video e già nel primo minuto, che era solamente introduttivo, il Dr.Shiva non aveva ancora iniziato a parlare, nel mio commento, poi postato su facebook, avevo scritto parecchio sulle informazioni date, dubbie e controverse. Nel video di oltre trenta minuti, un sunto di quello originale, veniva data una mole d’informazioni talmente grande che ci avrei messo ore o giorni a verificarle in maniera attendibile.

Le informazioni vanno verificate. Anche se ve lo mando io.

Non a caso in ogni post trovate una serie di link dove potete approfondire quello che vi scrivo. Non date ragione a me, o a chiunque altro, perché andate contro quello che vi dice il governo, perché vi è simpatico chi dice l’informazione, oppure perché è in linea con quello che pensate.

Non sempre quello che pensiamo essere vero lo è.

“Nessun essere umano percepisce la realtà per quella che è.” è una frase che trovate nel mio libro, ma anche nella tradizione cabalistica.

New York esiste.

Una cosa non cessa d’esistere perché non ci crediamo. Una cosa non è meno vera perché non ci crediamo.

Commento sul video del quale scrivo nel post:

Questo post sarà un po’ lungo e tratterà di un tema a me molto caro, il cosiddetto “fact checking”.

In questo periodo molti di noi commentano e condividono video, link, meme e quan’altro sulla situazione che stiamo vivendo, a volte intimando agli altri di svegliarsi per un motivo o per l’altro.

Posto che non avremo mai una visione reale e completa perché nessuno di noi ha abbastanza dati al riguardo, vorrei analizzare almeno il primo minuto di un video che sta girando tantissimo ultimamente che molti hanno condiviso e che attualmente ha quasi 2 milioni di visualizzazioni su YouTube.

In questo post non m’interessa definire se è vero o meno quello che viene asserito, ma quello che possiamo fare per avere una visione più chiara di quello che viene affermato.

Si tratta del famoso video dello scienziato indiano intitolato

“TUTTO QUELLO CHE STANNO NASCONDENDO SUL CORONAVIRUS-La denuncia del Dr.Shiva” pubblicato sul canale di Radio Radio TV.

Il titolo certamente attira chi cerca di capire cosa c’è dietro alle quinte e ha, secondo me, già l’idea, o il dubbio, che ci siano delle cospirazioni che qualcuno vuole nascondere.

Parto con l’analisi del video con l’affermazione fatta dai conduttori al secondo 0:08 che il dottore indiano è stato intervistato da un network americano. Quale sia questo network non è dato di saperlo.

Indagando un po’ ho scoperto che l’intervista è stata realizzata da “Next News Network“, un canale Youtube dell’estrema destra americana nel quale potete vedere un sacco di video in linea con questo tipo di idee.

Su “The Guardian” al riguardo trovate un articolo che dice che “Il canale è gestito dall’anchorman Gary Franchi, un tempo sostenitore della cospirazione che affermava che il governo degli Stati Uniti stava creando campi di concentramento per i suoi cittadini. È stato il Next News Network a trasmettere le affermazioni inventate su Bill Clinton che violentava un’adolescente…”

A 0:10 il conduttore dice: “Lui è l’uomo che ha inventato la email.”

Questa cosa mi ha lasciato perplesso, perché a quanto ne sapevo la prima email era stata spedita verso il 1971 da Ray Tomlinson, colui che addirittura per primo utilizzò il simbolo @ proprio per separare il nome della persona che spediva o riceveva il messaggio.

Egli lavorava al progetto chiamato ARPANET, acronimo di “Advanced Research Projects Agency NETwork”, che nel 1974 definì la rete alla quale stavano lavorando da alcuni anni “internet”.

Dopo aver messo un link al riguardo a una cara amica che aveva condiviso il video del quale scrivo, lei mi rispose che sapeva che era stato il Dr.Shiva a inventare l’email.

Mi sono così documentato al riguardo.

Egli afferma di avere iniziato a lavorare a un software che denominò “email” nel 1978 e di averne il copyright dal 1982.

La cosa interessante è che avere il copyright non equivale ad avere il brevetto, che a ogni modo in quel periodo non veniva rilasciato negli Stati Uniti per un software.

Ray Tomlinson, morto nel 2016, diceva di avere creato il suo lavoro insieme al gruppo di ricerca dell’epoca. Molti di questi ricercatori sono in conflitto con le affermazioni del Dr.Shiva affermando che stavano lavorando a quelle che poi furono chiamate email dalla fine degli anni ’60.

Al riguardo trovate dozzine di articoli in inglese, oltre al sito stesso del dottore indiano che afferma di esserne l’inventore.

Tra gli studiosi della storia dell’informatica la cosa è dibattuta, e non tutti sono concordi al riguardo.

Dunque il video dopo non avere definito il network dal quale l’intervista è stata presa a 10 secondi  dall’inizio parte con un’informazione discussa, non accettata nemmeno dalla comunità intera degli studiosi di informatica come dato di fatto.

A 0:13 il conduttore dice “lui è l’uomo che ha inventato l’email, il termine email”.

Immagino che capiate la differenza tra avere inventato l’email e “il termine email”. Potete capire che dare il nome a una cosa non equivale ad averla inventata.

A 0:15 afferma “l’ha registrato nel ’78”. Lo stesso Shiva nel suo sito scrive che la stessa è stata registrata nel 1982.

Ci sono poi varie affermazioni che sarebbe troppo lungo indagare sulle 4 lauree, prese al MIT, una delle università più importanti del mondo.

Il dr.Shiva indubbiamente è una persona molto intelligente. Dico che sarebbe da indagare non per le lauree in sé, ma per l’affermazione del conduttore a 0:20 che sia “ingegnere e medico”.

Uno che studia biologia non è un medico, anche se ha tutta la mia stima.

Ora, non siamo ancora arrivati al minuto, il Dr.Shiva ancora non ha parlato, ma già varie affermazioni non quadrano.

Il conduttore invita ad andare a vedere l’intervista completa, che dura oltre un’ora e mezza, sul sito della “collega TV americana” senza però dare indicazioni precise al riguardo.

L’ho guardata tutta, quella italiana, e non vi tedio con le mille informazioni che vengono date che presumo pochi abbiano verificato. Informazioni che vengono snocciolate come assolute, mentre varie che ho controllato non sono esattamente come il DR.Shiva afferma.

Parla tra l’altro dei protocolli ONU SDG3 definite da lui “un’utopia dell’élite”, mentre vi copio/incollo una parte del testo:

“Sono stati compiuti importanti progressi nel miglioramento della salute di milioni di persone, nell’aumento dell’aspettativa di vita, nella riduzione della mortalità materna e infantile e nella lotta contro le principali malattie trasmissibili. Tuttavia, i progressi si sono arrestati o non si stanno verificando abbastanza rapidamente per quanto riguarda la lotta alle principali malattie, come la malaria e la tubercolosi, mentre almeno la metà della popolazione mondiale non ha accesso a servizi sanitari essenziali e molti di coloro che soffrono di indebite difficoltà finanziarie, potenzialmente spingendoli in estrema povertà. Sono necessari sforzi concertati per raggiungere una copertura sanitaria universale e finanziamenti sostenibili per la salute, per far fronte al crescente carico di malattie non trasmissibili, compresa la salute mentale.”

Shiva si scaglia contro questi protocolli.

Le informazioni che vengono date nel video sono talmente tante che servirebbero ore, se non giorni, per fare un fact checking come si deve.

Vorrei però sottolineare una cosa:Il video è stato postato negli States il 25 marzo, in Italia l’altro ieri.

Molti in pochi giorni hanno detto cose diverse in Italia e nel resto del mondo. Direbbe le stesse cose oggi?

Lascio a voi le valutazioni del caso.

Le cose che mi vedono d’accordo con il Dr.Shiva sono che è importante rafforzare il sistema immunitario, e che le medicine date ai singoli dovrebbero essere focalizzate sulle problematiche dell’individuo.

Per il resto mi soffermo solo sull’affermazione per la quale in Gibuti e in Ciad secondo lui stanno meglio di noi, perché in quei Paesi fanno una vita diversa dalla nostra, stanno più al sole, all’aperto, e assumono più vitamine. Ma in Gibuti la speranza di vita è di 68,5 anni, nel Chad 53,7.

Ognuno ha le sue opinioni. L’importante però secondo me è cercare di capire da dove provengono le informazioni e ragionarle con la propria testa.

Ah, in America il video originale ha meno della metà delle visualizzazioni italiane.

Armi di distrazione di massa

Nel centro della città di Bolzano circa sei mesi fa hanno rivestito i pali presenti in modo che chi è distratto dallo smartphone non ci dia una capocciata. È presente anche la scritta “Ci sei?” e in tedesco “Wo bist du?”, letteralmente “Dove sei?”, che rende ancora di più l’idea di come le persone che girano guardando lo smartphone non siano presenti a se stesse, e magari rischiano di dare una craniata a qualche palo…
Il comune del centro altoatesino ha poi tappezzato la città con manifesti con il logo dell’iniziativa, che ritengo lodevole e della quale vi metto il link qui.

Oggi come oggi molti sono continuamente presi dal fatto di essere connessi con il mondo esterno tramite i social, le chat e internet, così da dimenticarsi a volte della connessione più importante: Quella con se stessi.
In maniera provocatoria ho intitolato il post “Armi di distrazione di massa” per rendere ancora meglio il concetto.

Le persone sono distratte da mille cose. Da Facebook, da Instagram, dalla rata del mutuo da pagare, dalla partita di coppa, dal nuovo smartphone, dai like che si aspettano per un post, dall’ultima sparata del politico di turno….

Per molti la vita spesso si svolge in maniera non consapevole.

Anche quando si è da soli ci sono mille cose che distraggono…Oltre alla TV con trasmissioni trash, abbiamo i social media, e chi li inonda con fake news delle quali molti non indagano la provenienza, condividendole in maniera compulsiva se la notizia è in linea con quello che preferiscono credere…E questo senza sapere che una notizia falsa ha purtroppo un impatto reale e alimentano forme pensiero che influenzano il comportamento e le opinioni di altre persone…

Come è possibile tutto ciò?

Le cose sembrano costruite apposta in modo da non darci la possibilità di guardarci dentro, di capire chi siamo realmente, di comprendere quali sono i nostri reali desideri e le nostre reali aspirazioni, rischiando di diventare come burattini…

I mass media e chi li utilizza per raggiungere il consenso cercano d’indirizzare le nostre opinioni, di cavalcarle, per portarci a essere parte di un gregge, consumatori di prodotti effimeri sparati a mille nelle pubblicità portandoci quasi a credere che siamo ciò che possediamo (“Posseggo quindi sono.”) in una realtà dove siamo prigionieri in una prigione che non ha sbarre, che non ha mura, come si dice nel film Matrix .

Siamo ciò che pensiamo di essere o siamo il risultato delle proiezioni che gli altri hanno attuato su di noi?

Dove è il nostro IO più profondo? Dove è IO? Cosa è IO?

Chi segue questo blog e mi conosce come autore sa che per me è fondamentale la consapevolezza di sé, che mi definisco “entronauta” perché ritengo che solo con la profonda conoscenza del proprio essere, della propria natura, si possa raggiungere l’equilibrio della mente e la vera pace dell’anima.

Guardate dentro di voi per trovare chi siete veramente e lasciate pure le armi di distrazione di massa a coloro che vogliono rimanere dormienti.

V’invito a seguirmi d’ora in avanti, perché ne vedrete delle belle.

Pillola azzurra o pillola rossa?