CHIUSO PER FERIE

Vi sembrerà strano un post intitolato “Chiuso per ferie”.

Ho pensato però che potesse essere in linea con il periodo, dato che anch’io in questi giorni andrò in vacanza. Non pubblicherò per alcune settimane nuovi post, ma in questo caso vi metterò i link a varie cose che ho scritto da quando esiste questo blog.

Il traffico sul mio sito cresce costantemente e mi dispiace non pubblicare nuovi articoli per coloro che hanno iniziato a seguirmi.

Ho deciso quindi di mettervi poche righe su vari post scritti in passato che rimangono secondo me sempre attuali e meritevoli di essere letti.

Come “Nascere al cielo”, quello che da alcune persone che mi seguono è stato definito il mio post migliore. In questo caso scrivo della relazione che abbiamo con la morte, che qualcuno definisce invece una nascita al cielo.

Oppure “L’estetica della traduzione” e “Il senso delle parole”, dove trovate alcune riflessioni sia sulle difficoltà e sulle possibilità della traduzione, così come sull’importanza dell’uso delle parole.

In “Le sette sfere della coscienza” mi occupo invece di un testo del tredicesimo secolo, il Shat Chakra Nirupana, che per la prima volta descrive i cosiddetti chakra.

Nel post “Svegliati Signore!” riprendo l’omelia fatta da Papa Francesco in una Piazza San Pietro vuota nel momento più difficile della pandemia in Italia e scrivo dell’importanza della fede.

In “Pugni al cielo” racconto la storia che si cela dietro a una delle foto più famose della storia dello sport.

“Bhagwan-Il dio che fallì” riprende il titolo del libro scritto da Hugh Milne, ex guardia del corpo di Osho, e ne descrive brevemente la storia.

In “Libertà e rivoluzione” scrivo dell’unica vera rivoluzione possibile secondo me: quella interiore.

“I Have a Dream” racchiude una parte del discorso fatto da Martin Luther King Jr. al Lincoln Memorial a Washington e ne racconta la vita.

“Miracolo a Mumbai” racconta il folle sogno di un avvocato indiano di ripulire la spiaggia di Mumbai, una delle più inquinate al mondo, fino a quando le tartarughe di una specie rarissima tornarono a depositarci le uova.

“Il silenzio degli onesti” è il primo di una serie di articoli che racconta dell’importanza di ogni nostro singola azione per un mondo migliore, cominciando a raccontare la storia di persone che hanno lottato per cambiarlo.

“La gioia delle piccole cose” si occupa di Nick Vujicic, uno dei più importanti autori motivazionali contemporanei, nato senza braccia e senza gambe.

In “Il banchiere dei poveri” racconto la storia di Mohammed Yunus, l’inventore del microcredito bancario, premio Nobel per la Pace, che ha contribuito a migliorare la vita di milioni di persone.

“Il Sacro Fuoco della Speranza” è invece un post con mie riflessioni sulla speranza, una delle tre virtù teologali, un aspetto fondamentale per vivere la vita al meglio e contribuire a una società più giusta.

Troverete anche altri post. Mi auguro che passiate bei momenti leggendo i miei pensieri. 😉
Se poi quello che scrivo vi piace vi consiglio anche il mio libro “Sposta le tue montagne” edito da Anima Edizioni. 😀

Spero che possiate riflettere e trovare gioia, conforto e speranza, oltre alla consapevolezza che c’è chi crede che possiamo ancora fare qualcosa per rendere questo mondo migliore.

Un forte abbraccio a tutti voi.

E buone vacanze! 🙂

La gioia delle piccole cose

Nick Vujicic viene considerato uno dei maggiori autori motivazionali del mondo.

Cosa ha di straordinario?

Nick Vujicic è nato senza braccia e senza gambe.

Basterebbero queste poche frasi per farvi capire la grandezza del personaggio.

Desidero però raccontarvi ancora qualcosa di lui, ma anche del mondo della disabilità. Un tema che, mi sono accorto nel tempo, crea delle difficoltà oggettive nel parlarne serenamente.

Le persone definite “disabili” portano a considerazioni che rimettono in discussione la nostra visione del mondo e della vita. Ci confrontano a volte con condizioni per le quali non sappiamo dare risposte sensate.

Soprattutto se viviamo avendo fede nella dimensione soprannaturale, nell’Assoluto, in quello che chiamiamo Dio.

Nick Vujicic nonostante la sua condizione, e forse grazie ad essa, è un esempio fulgido di quello che un essere umano può trovare nel proprio animo, dimostrando che la felicità e la gioia interiore non dipendono dalle condizioni esterne, ma da come le viviamo.

Certo, egli stesso racconta dei momenti difficili, del desiderio di morire che lo ha attraversato nei momenti più bui, ma le sue parole sono come un faro che illumina le tenebre dei cuori delle persone che hanno bisogno di qualcuno che mostri loro la via verso il risveglio.

Perchè a volte rimaniamo dormienti, chiusi nei nostri problemi, senza vedere la bellezza che continua a circondarci, mentre ci soffermiamo sulle cose che ci donano dolore.

Nick insegna la gratitudine nei confronti della vita, la gioia delle piccole cose e, certamente, anche la fede che lo porta a vivere questa pienezza.

Il messaggio di Nick Vujicic è pieno di speranza e di conforto per le persone che soffrono… Per far capire quanto ognuno di noi è importante e vale.

Perché ogni essere umano è un tassello fondamentale nel mosaico di quell’incredibile viaggio che chiamiamo vita.

Vedere le cosiddette persone normodatate piangere ai suoi incontri, mentre Nick li consola, e dona loro sostegno è semplicemente straordinario. Il suo sorriso splendente è contagioso, e mi porta ad augurarmi che voi che leggete vogliate guardare i suoi video e condividere la sua storia.

https://www.youtube.com/embed/mzeeDjFanCU