Libertà di pensiero

Con l’uscita inaspettata del Vaticano sul ddl Zan la polemica si è inasprita. Ma cosa dice veramente la nuova legge?

In questo ultimo periodo in Italia si discute ampiamente sul nuovo disegno di legge contro l’omofobia che secondo alcune parti della società metterebbe in discussione la stessa libertà di pensiero citata nella nostra costituzione. Credo che sia fondamentale notare però che poche persone che parlano del ddl Zan conoscono veramente il testo che è stato presentato in parlamento.

Quello completo lo trovate qui, ma ne estrapolo alcuni passaggi per far capire cosa intendo.

Vi metto direttamente l’articolo 4:

Art. 4.
(Pluralismo delle idee e libertà delle scelte)

  1. Ai fini della presente legge, sono fatte salve la libera espressione di convincimenti od opinioni nonché le condotte legittime ri­conducibili al pluralismo delle idee o alla li­bertà delle scelte, purché non idonee a de­terminare il concreto pericolo del compi­mento di atti discriminatori o violenti.

Quindi potete non essere d’accordo con un’eventuale unione civile di coppie omosessuali, perché rientra nella vostra libertà di opinione. Potete discuterne tranquillamente fino a quando questo non porta ad atti “discriminatori o violenti”.

Dunque qual è il reale motivo per il quale allora il Vaticano ha espresso un’opinione così chiara in maniera inequivocabile?

Esistono al momento teorie secondo le quali la cosa sarebbe uno sgambetto della curia nei confronti di Papa Francesco. Questa voce sarebbe stata smentita dall’Osservatore Romano, organo ufficiale del Vaticano, ma molti dubitano di questa versione per una serie di motivi. Non ultimo lo scontro frontale in atto su diversi aspetti del pontificato bergogliano, che non piace minimamente al mondo più conservatore.

Il fatto che una nota così clamorosa, pur avendo una forma definita “non verbale”, termine tecnico della diplomazia, sia stata comunque consegnata dall’arcivescovo Paul Richard Gallagher, segretario per i rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato del Vaticano, una sorta di ministro degli esteri, ha a ogni modo ovviamente suscitato scalpore. Anche perché di fatto si tratta dell’ingerenza di uno stato straniero (tale è il Vaticano) nella legislazione di un altro stato, l’Italia.

Si legge, nella nota del Vaticano che l’articolo 2 del Concordato tra lo Stato e il Vaticano, e in particolare il comma 1 che assicura alla Chiesa “libertà di organizzazione, di pubblico esercizio di culto, di esercizio del magistero e del ministero episcopale”; e il comma 2 che garantisce “ai cattolici e alle loro associazioni e organizzazioni la piena libertà di riunione e di manifestazione del pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione” sarebbe a rischio.

Oltre al fatto che ritengo fondamentale la laicità dello stato, che si occupa anche di persone che cattoliche non sono, personalmente faccio fatica a vedere questo rischio.

Da un lato si lamenta il fatto che venendo secondo la nuova legge istituita, nell’articolo 7, una Giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la tran­sfobia, le scuole cattoliche si vedrebbero costrette a dover organizzare eventi contrari alla “visione cattolica”.

Nonostante nel testo si scriva che viene creata “al fine di promuovere la cultura del rispetto e dell’inclusione nonché di contra­stare i pregiudizi, le discriminazioni e le violenze motivati dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere, in attuazione dei princìpi di eguaglianza e di pari dignità so­ciale sanciti dalla Costituzione” (queste sono le parole della legge).

La considerazione che un qualsiasi laico cattolico dovrebbe secondo me fare leggendo la legge, è quello di essere consapevoli che non esiste in nessun modo una negazione del principio dell’utilizzo della propria libertà di pensiero. Qui si tratta semplicemente di contrastare la discriminazione.

Se poi questa discriminazione viene considerata giusta da parte di una fetta dei fedeli cattolici, allora qui ci troviamo di fronte a una forma di intolleranza che è anticristiana di fatto.

L’amore cristiano dovrebbe essere per tutti, peccatori di qualsiasi genere compresi, secondo quello che è l’insegnamento del Cristo.

Nella modifica proposta dal ddl Zan dell’articolo 604 del Codice Penale (che vedete in comparazione qui), che è contro le discriminazioni di carattere razziale e religioso, vengono semplicemente aggiunte queste parole: « oppure fondati sul sesso, sul genere, sul­ l’orientamento sessuale, sull’identità di ge­nere o sulla disabilità ».

Solamente se la stessa Chiesa Cattolica si considera, o considera parte dei propri movimenti, aventi come scopo l’incitamento alla discriminazione allora, per quanto mi riguarda, questa nota assume un senso.

E lo scrivo da cattolico. Che a livello etimologico significa letteralmente “universale”.

Da cattolico che ha amici gay, lesbiche, mussulmani, ebrei, e di ogni estrazione sociale, movimento religioso e/o orientamento politico.

Quando vennero fatte le ultime modifiche all’articolo citato del Codice Penale molti razzisti ebbero da ridire al riguardo. Perché dicevano che non potevano più esprimere la loro opinione. Se per partito preso uno discrimina per qualsiasi motivo un’altra persona, per quanto mi riguarda questa non è un’opinione, ma un pregiudizio.

Una religione basata sull’Amore, come il cristianesimo, dovrebbe includere nel suo amore tutti, e non solo coloro che rientrano in una ristretta cerchia di privilegiati a causa di una visione religiosa. Certo, esistono passaggi nei quali la Bibbia in San Paolo e attraverso Mosé si scaglia contro gli omosessuali. Allora com’è possibile che la Chiesa Luterana Norvegese permetta alle coppie omosessuali d’unirsi in Chiesa dal 2016?

Eppure il testo sacro rimane lo stesso. Interpretato in modo diverso.

Esistono Chiese Cristiane che celebrano il matrimonio in Chiesa di coppie omosessuali.

Giusto? Sbagliato? Possiamo discuterne dal punto di vista della libertà di pensiero. Ciò non toglie che ogni essere umano ha il diritto di essere rispettato per quello che è.

Possiamo poi discutere se vi piace o meno il Gay Pride (che molti gay non amano), se ritenete giusto o meno che membri del mondo LGBT possano crescere bambini, e mille altri aspetti che ruotano intorno a questi temi che non approfondiamo in questo articolo.

V’invito però a leggere il testo del ddl Zan prima di dire che lede la libertà di pensiero di qualcuno. Oltre alla libertà di pensiero però dobbiamo ricordarci della libertà, che hanno le persone che vengono spesso rese oggetto di scherno e di violenza, di vivere senza dover temere per la propria incolumità.

Essere cristiani non vuol dire solamente andare a messa la domenica e fare i sacramenti. Significa soprattutto vedere il volto di Cristo in ogni essere umano, uomo, donna o trans che sia.

Ricordo un passaggio del Vangelo secondo Giovanni che dovremmo sempre tutti tenere presente ogni volta che chiunque di noi esprime un giudizio su qualcuno: “Chi è senza peccato scagli la prima pietra.”

La misericordia dovrebbe sovrastare qualsiasi idea umana di punizione o di discriminazione. Per questo ho scelto l’immagine che trovate all’inizio del post.

Democrazia all’americana

Cosa accadrà negli Stati Uniti d’America?

Come tutti sapete agli inizi di novembre si sono svolte le elezioni presidenziali americane e nonostante possa sembrare un tema lontano dalla linea di questo blog ritengo opportuno scrivere qualcosa al riguardo.
Questo semplicemente per un motivo:
Quello che accade negli Stati Uniti d’America, essendo la prima potenza mondiale, avrà inevitabilmente delle ripercussioni nella vita di ogni abitante del pianeta, nel bene e nel male.
Sicuramente avrete letto della vittoria attribuita a Joe Biden e del rifiuto di Donald Trump di accettare la sconfitta. Ho letto molti commenti ironici, ho visto meme e molto altro al riguardo…
Purtroppo però la cosa non fa ridere, tutt’altro.

Al momento pare, notizia fresca, che Donald Trump abbia dato il via libera alla transizione per il nuovo governo, senza però rinunciare ai ricorsi che ancora sta cercando di portare avanti.

Già prima delle elezioni Trump aveva dichiarato, senza essere preso sul serio, che non avrebbe dato il via libera a una pacifica transizione di poteri se avesse perso.
Ora, a settimane di distanza, nonostante oltre sei milioni in voti in più ricevuti nel voto popolare da Joe Biden, che può piacervi o meno, Donald Trump non accetta ancora il risultato elettorale parlando di frodi e cambiando funzionari del governo e di varie commissioni che non gli danno palesemente ragione.
Il dato di fatto è però che attualmente Joe Biden è stato il candidato alla presidenza americana che ha preso più voti in assoluto in tutta la loro storia, il primo a superare gli 80 milioni di voti.

Senza il riconteggio voluto da Trump Biden non avrebbe superato questa storica cifra.

I voti che vedete nell’immagine in apertura (fonte Washington Post, Edison Research, Associated Press) vi fanno vedere quelli attribuiti a oggi ai due candidati:

80.020.851 voti per Joe Biden

73.886.321 voti per Donald Trump

Com’è possibile allora che, nonostante ci siano sei milioni di voti di differenza, Trump ancora non accetti la sconfitta e che richieda ancora il riconteggio in alcuni stati?


Iniziamo facendo alcune considerazioni sul sistema elettorale americano, quello che porta all’elezione del Presidente degli Stati Uniti d’America.
Per come è definito, per assurdo, potrebbe accadere che un candidato che riceve oltre tre milioni di voti in più nel voto popolare perda le elezioni.
Vi sembra impossibile?


Questo è ciò che è avvenuto nel 2016, quando Hillary Clinton ottenne oltre tre milioni di voti in più, ma vinse Donald Trump.


E la Clinton accettò il verdetto delle urne.

Nel 2000 nonostante avesse ricevuto mezzo milione di voti in più nel voto popolare Al Gore, ex vicepresidente durante la presidenza di Bill Clinton, perse per 400 voti in Florida e così George W. Bush Jr. arrivò ai 271 grandi elettori necessari per vincere.


Il sistema elettorale americano in questo caso funziona in un modo decisamente inusuale secondo le nostre concezioni sulla democrazia.
Ogni stato americano ha diritto a un numero di cosiddetti grandi elettori (persone designate dal relativo partito a effettuare per conto del popolo il loro voto) e chi vince anche per un solo voto se li prende tutti.

Prendiamo l’esempio di uno degli stati che attualmente viene nominato per accuse di brogli da parte di Trump: la Pennsylvania.

La Pennsylvania ha 21 grandi elettori. Chiunque vinca in questo stato anche per un solo voto li prende tutti. Non c’è un 11 a 10, oppure un 12 a 9. No.
Tutti i grandi elettori vanno al vincitore in quello stato.


Gli unici stati che hanno un sistema proporzionale nell’elezione presidenziale sono il Maine e il Nebraska.


Al momento a Biden vengono attribuiti 306 grandi elettori contro i 232 di Trump.
Come può continuare a parlare di brogli con una differenza così grande e nonostante i sei milioni di voti di differenza che il presidente uscente non contesta?
Nonostante i riconteggi non gli stiano dando ragione e che le corti giudiziarie di vari stati non abbiano accolto le sue istanze perché a loro dire non sono suffragate da prove evidenti, perché non ammettere, come la democrazia americana richiederebbe, la sconfitta?

(Come già scritto al momento ha dato il via libera alla transizione, ma non ha ancora ammesso la sconfitta.)
Indubbiamente il suo carattere, descritto minuziosamente nel libro (Too Much And Never Enough) della nipote Mary Trump, psicologa, non ammette di mostrarsi in nessun modo perdenti.


Anni addietro lessi alcuni libri usciti a suo nome e li trovai divertenti, ma decisamente con una visione troppo fortemente egocentrica del mondo.
I titoli erano “Non arrenderti mai” e Pensa in grande e manda tutti al diavolo” (scritto con Bill Zanker).
Dal punto di vista motivazionale non c’è nulla da eccepire, ma alcuni passaggi, per quanto mi riguarda, fanno capire che a Trump degli altri interessa assolutamente poco, se non in funzione di quello che gli serve a titolo personale.

Leggendo la storia della famiglia Trump scritta da Mary Trump la cosa diventa ancora più chiara.
Ma per Biden è tutto oro quello che luccica?


Nella sua vita ha avuto delle immense tragedie familiari, con la perdita della prima moglie e della figlia di 13 mesi in un incidente stradale e un altro figlio gli è morto a 46 anni per cancro.
Agli inizi della sua carriera politica fu uno dei più giovani senatori della storia degli Stati Uniti e vinse le balbuzie che lo affliggevano da bambino. Si potrebbero raccontare altre cose al suo riguardo, ma potete documentarvi sul web trovando varie informazioni.
Gira da tempo anche questo video fake su di lui.


Il problema dal mio punto di vista non riguarda Biden in sé, che pare essere una brava persona, ma quello della percezione che parte del pubblico americano ha dell’establishment democratico.


Nel documentario “Fahrenheit 11/9” il regista Michael Moore si chiede come fosse possibile che un uomo da lui definito “tiranno, bugiardo e razzista” possa essere diventato il Presidente degli Stati Uniti d’America, trovando nello stesso Partito Democratico e nel suo agire parte delle motivazioni principali.

La vittoria della Clinton nelle primarie democratiche a ogni modo portò, a quanto sembra, molti elettori democratici a disertare il voto come protesta nei confronti dell’establishment di un partito che aveva in lei l’esponente che secondo una parte dei loro sostenitori incarnava il vecchio modo di fare politica.


Eppure la Clinton prese tre milioni di voti in più di Donald Trump. Quest’anno i voti in più per Biden sono oltre 6 milioni, ma il presidente uscente non si arrende lo stesso.


Nel caso il suo tentativo di ribaltare il risultato, che deve essere prima certificato ufficialmente da tutti gli stati, dovesse fallire senza dubbio però rimarrà tra i molti sostenitori di Trump l’idea che il governo non sia legittimo portando di fatto una profonda spaccatura nella percezione
della democrazia americana.


Personalmente ho fatto l’abbonamento al Washington Post, e leggo anche altri siti d’informazione americani (Foxnews, CNN) per seguire più da vicino la situazione.

A prescindere da chi ci sarà nella Casa Bianca il 20 gennaio, data ufficiale dell’insediamento del nuovo presidente, le cose in America risultano
complesse, addirittura in alcuni casi pericolose.


Il segretario di stato della Georgia, Brad Raffensperger, repubblicano, per esempio, afferma di avere ricevuto pressioni da parte dell’establisment repubblicano di trovare un modo per far annullare parte dei voti, oltre ad avere ricevuto minacce di morte da ignoti nel caso il risultato elettorale dello stato non dovesse cambiare. Questo non è l’unico caso di pressioni riportate.
Mi rendo conto che molte persone di destra, anche nel nostro paese, vedano di buon occhio Donald Trump, ma di quale destra parliamo?


Tutte le milizie armate di estrema destra lo adorano, così come i movimenti suprematisti e dichiaratamente razzisti come il Ku Klux Klan.
C’è chi vede in Trump l’unico che possa salvare il mondo dalla grande cospirazione che vedrebbe al comando del mondo una lobby di satanisti pedofili, cappeggiati da personaggi come Hillary Clinton, Barack Obama, Soros, Bill Gates, Lady Gaga (!) e Tom Hanks (!!!) secondo la narrazione di QAnon.
Il gruppo considerato una minaccia terroristica dall’FBI ha trovato in Trump il salvatore e vedo che anche in Italia molti credono a questa versione dei fatti.
Secondo personaggi come l’arcivescovo Viganò (link) e Padre Livio Fanzaga sarebbe in atto un complotto satanico volto a eliminare la democrazia e allontanare le persone da Dio.

Secondo parte dei cattolici, e cristiani protestanti, ultraconservatori in questa narrazione Trump sarebbe colui che può ancora salvare il mondo come figlio della luce, contro il nemico che si muove nei governi del mondo e nella Chiesa stessa.

La vittoria di Biden, a detta di Padre Livio, sarebbe la “ciliegina sulla torta” di questo complotto volto a renderci degli zombie .


Nella stessa Chiesa Cattolica molti conservatori considerano Papa Francesco, chiamato sempre Bergoglio, un alleato in tutto questo, mentre vedono di buon occhio Trump e sperano ancora nella sua vittoria.
Nonostante i sei milioni di voti di differenza.

Qui vi metto un link con varie teorie del complotto che potete trovare sul web. Ce n’è per tutti i gusti.


I tempi della democrazia americane tra le votazioni e l’entrata in carica del nuovo presidente eletto sono lunghi proprio per consentire al nuovo governo di ricevere tutte le informazioni necessarie, di organizzare i
nominativi per le cariche, e non solo.


Cosa accadrà negli Stati Uniti d’America?


Qualsiasi cosa accada, nel bene e nel male, avrà delle conseguenze sugli equilibri del pianeta.
Nel mondo le cose stanno cambiando in modo radicale e quello che avverrà porterà una nuova prospettiva sulle cose, sia che Biden diventi presidente e sia che lo ridiventi Trump.
L’ideale autarchico nel quale quest’ultimo si pone è un sogno per chi ancora crede nella separazione degli stati, nel fatto che ognuno deve pensare solo agli affari della propria nazione, senza pensare che in realtà in questo mondo ogni ingiustizia presente in ogni parte del mondo riguarda
ognuno di noi.

Abbiamo ancora negli occhi le terribili immagini della polizia americana che ha causato la morte di George Floyd, e di altre persone di colore, che hanno portato a una grande movimentazione popolare.

Non tutto, purtroppo, è filato liscio, questo anche a causa dell‘infiltrazione di gruppi violenti che nulla avevano a che fare con la manifestazione pacifica, tra i quali ci sono anche i suprematisti bianchi.

Gruppi che Donald Trump non ha mai condannato apertamente, ma che addirittura (nel caso dei Proud Boys) ha invitato durante il dibattito presidenziale di stare all’erta, come potete vedere qui.

Invito coloro che vedono in Trump l’argine contro la cospirazione paventata da QAnon e da altri gruppi cospirazionisti di andare a vedere cosa ha detto e fatto in questi quattro anni Donald Trump sul fronte razziale.

Qualsiasi cosa accada da qui al 20 gennaio 2020, data nella quale dovrebbe partire la presidenza di Joe Biden, avrà un impatto sulla storia del nostro pianeta. Siamo spettatori di quello che tra secoli potrebbe essere ricordato come uno dei momenti più importanti, e difficili, del 21esimo secolo.

Svegliati Signore!

Negli occhi di molti c’è ancora l’immagine di Papa Francesco nella piazza vuota davanti alla basilica di San Pietro sotto la pioggia.
Inimmaginabile fino a poco tempo fa.

Nelle parole della sua omelia di quella sera ci sono stati passaggi molto profondi, e in questo post desidero soffermarmi su alcuni di essi per sottolineare una cosa che ritengo di fondamentale importanza per comprendere meglio il momento nel quale viviamo: la nostra mancanza di fede.

Come “nostra mancanza” intendo quella della società nel suo complesso, dove pare che tutto sia importante per molti, tranne che il rapporto con la divinità, con la dimensione spirituale, vista da alcuni come un semplice retaggio del medioevo, e non come una profonda esigenza interiore dell’essere umano di comprendere il mistero stesso della creazione.

Papa Francesco nella sua omelia a un certo punto dice:
“Ora, mentre stiamo in mare agitato, ti imploriamo: “Svegliati Signore!”

Il riferimento diretto è al passaggio del Vangelo di quella sera, dove l’evangelista Marco racconta della paura dei discepoli durante una tempesta. Gli apostoli e Gesù sono su una barca, e Gesù dorme, unico momento nei Vangeli, e loro terrorizzati lo svegliano.
Sono impauriti, disorientati, e gli chiedono: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?» (Marco 4:38).
Pensano che si disinteressi di loro, che non gli importi del loro destino.
E lui cosa fa?
Rimprovera le acque e i venti che così si calmano e si rivolge ai suoi discepoli dicendo: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?»

Facendo un paragone con i giorni nostri siamo noi su quella barca e siamo noi ad avere paura, a temere per la nostra vita e per quella dei nostri cari, mentre siamo convinti che Dio si sia voltato da un’altra parte, se crediamo in lui, oppure che semplicemente non esista e che siamo spinti da un fato avverso verso il precipizio.

Personalmente ritengo che nelle più grandi avversità ci siano non solo lezioni da imparare, ma anche delle possibilità. Continuavamo a correre verso una crescita costante credendo che questo fosse l’unico modo per affrontare il mondo, a volte indifferenti agli altri per raggiungere i nostri obiettivi effimeri. Ora ci siamo resi conto una volta di più della nostra fragilità, che non siamo onnipotenti, che non possiamo piegare il mondo, le persone, il clima, le malattie, al nostro volere.

Alcuni maestri spirituali di diverse religioni hanno affermato che questo virus è stato creato dalla natura, dal mondo, da Dio, per insegnarci qualcosa, per ricordarci che non tutto ci è dovuto, che possiamo fare di meglio per questo pianeta, per la società e per i più deboli.
Perché anche se ci sono anche vittime di questa piaga che erano sane prima di contrarre il virus, la maggiorparte sono persone già malate, oppure anziane, e più deboli, mentre le strutture sanitarie del nostro paese e di altre nazioni non erano pronte a un’emergenza simile anche a causa di scelte politiche di governi di diversi colori che hanno preferito tagliare le spese sanitarie, mantenendo intatte invece le spese militari.

Ora, dopo le esortazioni del segretario generale delle Nazioni Unite a un cessate il fuoco generalizzato per tutte le zone di guerra nel mondo anche le guerre si sono fermate, dimostrando che è possibile farlo.

Dobbiamo essere consapevoli che in molti campi si può fare meglio di come abbiamo fatto fino a ora e che possiamo creare un mondo migliore, più giusto.

Per fermare la pandemia dobbiamo essere consapevoli che siamo, come giustamente ha detto Papa Francesco nell’omelia, tutti sulla stessa barca, che dobbiamo remare insieme, nella stessa direzione, aiutando il prossimo come meglio possiamo, sia contenendo il contagio e sia supportandolo a livello economiche se è nelle nostre possibilità.

Ritengo però necessario agire senza sosta avendo come costante in questo la fede, che oltre ad alimentare il sacro fuoco della speranza, deve diventare faro e guida che illumini le tenebre che ci circondano.

Io ho una certezza assoluta: Che la fede può spostare le montagne, che possiamo fare l’impossibile, sempre affidandoci a Dio, all’Assoluto, all’Universo o come lo volete chiamare, e che non siamo in grado di farlo solamente perché crediamo che non sia possibile.
Ci hanno insegnato questo in molti, ma la stessa Bibbia più volte sottolinea invece che dobbiamo credere, che dobbiamo avere fede, che la vera preghiera non è una supplica, ma la coscienza di una certezza.

A volte siamo intorpiditi, rassegnati all’inevitabilità di un destino ineluttabile, e la tempesta che stiamo vivendo può svegliarci dal nostro torpore e comprendere una volta di più che Dio è in attesa del nostro risveglio, che ci chiede di prendere per mano l’umanità e di gridare al cielo: “Svegliati Signore!”

Dio ci aspetta, aspetta che siamo noi a chiedere, che siamo noi anche a trattare con lui, come in varie parti della Bibbia ci viene insegnato*.

Gesù nel Vangelo di Marco commentato dal Papa dice:«Perché avete paura? Non avete ancora fede?»

Nei Vangeli ci esorta a chiedere, a bussare, anzi addirittura nella parabola della vedova e del giudice dice di essere insistenti, di continuare a chiedere, dicendo di pregare sempre senza mai stancarsi.**
La vedova risulta perfino essere molesta, e Gesù invita a gridare verso il cielo senza fermarsi.

Come non citare anche il passaggio in Genesi (18:22-33)*** dove Abramo intercede presso Dio più volte chiedendo di salvare Sodoma e Gomorra se avesse trovato un certo numero di giusti per non condannarli alla distruzione insieme agli empi. Prima contratta per 50 giusti, poi per 45, per 40, per 30, per 20 e infine la spunta per 10.
E stiamo parlando di Sodoma e Gomorra che sono considerati gli esempi più chiari di luoghi pieni di peccato.

Se dunque Dio è disposto a salvare delle città così trovando anche solamente 10 giusti, perché dovremmo temere la sconfitta, la capitolazione essendo consapevoli che Dio ci ascolta e aspetta l’innalzarsi della nostra voce?

M’immagino ora che qualche ateo potrebbe leggere queste righe e pensare che sia una riflessione basata su credenze superate dalla scienza e dall’illuminismo. Ebbene, essendo stato ateo comprendo il loro punto di vista, basato sulla razionalità, sulle speculazioni che devono avere degli riscontri oggettivi nel mondo materiale per poter essere considerati attendibili. Non solo li comprendo, ma penso che sia fondamentale che ci siano persone che mettono in dubbio la fede, in modo che non sia basata solamente sulle parole della nostra tradizione, oppure sulla fiducia non ragionata nei confronti di cose che non si capiscono.

Io scrivo di fede, e ci ho scritto un libro, perché ho avuto delle esperienze tangibili, concrete, reali, che porterebbero qualsiasi ateo, avendole vissute, a rivedere il proprio punto di vista.

La vera fede non è lo sforzo di credere in qualcosa, ma la coscienza di una certezza. Quando hai vissuto delle cose considerate miracolose personalmente nessuna speculazione fatta da altri può scalfire le tue certezze. Del resto chi s’interessa di scienza dovrebbe sapere che secondo la meccanica quantistica le aspettative di uno scienziato influenzano i risultati di un esperimento, dimostrando così, scientificamente, che il pensiero ha una sua forza.
Vi metto qui un articolo al riguardo, ma ne esistono moltissimi.

Immaginate un mondo in preghiera per la pace, per la salute di tutti, per la giustizia, e potrete comprendere come potrebbero essere il nostro pianeta e la nostra società se non continuassimo a lasciare il dominio al caos, alla paura, all’ira e al risentimento, vagando senza una meta, rassegnati a un destino inesorabile come molti di noi sono.

In questa settimana santa, nell’attesa della Pasqua di Resurrezione, ripensiamo e facciamo nostre le parole di Papa Francesco:
“Ora, mentre stiamo in mare agitato, ti imploriamo: “Svegliati Signore!”

__________________________________________

*Marco 11:22-24 22 Gesù allora disse loro: «Abbiate fede in Dio! 23 In verità vi dico: chi dicesse a questo monte: Lèvati e gettati nel mare, senza dubitare in cuor suo ma credendo che quanto dice avverrà, ciò gli sarà accordato. 24 Per questo vi dico: tutto quello che domandate nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi sarà accordato.

Matteo 17:20 20 In verità vi dico: se avrete fede pari a un granellino di senapa, potrete dire a questo monte: spostati da qui a là, ed esso si sposterà, e niente vi sarà impossibile.

Matteo 7 :7-8 Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto; perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto.

Luca 11:9-10 Ebbene io vi dico: Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. 10 Perché chi chiede ottiene, chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto.

**Luca 18:1-8 1 Disse loro una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi: 2 «C’era in una città un giudice, che non temeva Dio e non aveva riguardo per nessuno. 3 In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: Fammi giustizia contro il mio avversario. 4 Per un certo tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: Anche se non temo Dio e non ho rispetto di nessuno, 5 poiché questa vedova è così molesta le farò giustizia, perché non venga continuamente a importunarmi». 6 E il Signore soggiunse: «Avete udito ciò che dice il giudice disonesto. 7 E Dio non farà giustizia ai suoi eletti che gridano giorno e notte verso di lui, e li farà a lungo aspettare? 8 Vi dico che farà loro giustizia prontamente. 

***Genesi 18:22-33 22Quegli uomini partirono di lì e andarono verso Sòdoma, mentre Abramo stava ancora davanti al Signore. 23Allora Abramo gli si avvicinò e gli disse: «Davvero sterminerai il giusto con l’empio? 24Forse vi sono cinquanta giusti nella città: davvero li vuoi sopprimere? E non perdonerai a quel luogo per riguardo ai cinquanta giusti che vi si trovano? 25Lungi da te il far morire il giusto con l’empio, così che il giusto sia trattato come l’empio; lungi da te! Forse il giudice di tutta la terra non praticherà la giustizia?». 26Rispose il Signore: «Se a Sòdoma troverò cinquanta giusti nell’ambito della città, per riguardo a loro perdonerò a tutta la città».27Abramo riprese e disse: «Vedi come ardisco parlare al mio Signore, io che sono polvere e cenere… 28Forse ai cinquanta giusti ne mancheranno cinque; per questi cinque distruggerai tutta la città?». Rispose: «Non la distruggerò, se ve ne trovo quarantacinque». 29Abramo riprese ancora a parlargli e disse: «Forse là se ne troveranno quaranta». Rispose: «Non lo farò, per riguardo a quei quaranta». 30Riprese: «Non si adiri il mio Signore, se parlo ancora: forse là se ne troveranno trenta». Rispose: «Non lo farò, se ve ne troverò trenta». 31Riprese: «Vedi come ardisco parlare al mio Signore! Forse là se ne troveranno venti». Rispose: «Non la distruggerò per riguardo a quei venti». 32Riprese: «Non si adiri il mio Signore, se parlo ancora una volta sola; forse là se ne troveranno dieci». Rispose: «Non la distruggerò per riguardo a quei dieci». 33Poi il Signore, come ebbe finito di parlare con Abramo, se ne andò e Abramo ritornò alla sua abitazione.